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Trento
02 febbraio | 11:44

Ferrovia della Valsugana, il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino: "Serve raddoppiare la linea"

Il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino punta sul progetto dell'ingegner Alberto Beccega: “raddoppio della linea, rettifica e completa intensificazione che permetterebbe di dare impulso a trasporto locale, treni turistici a lunga percorrenza tra Nord Europa e Venezia oltre che svolgere un servizio merci tra svolgere un servizio merci tra i porti sull'Adriatico e il Corridoio Scandinavo Mediterraneo”

Ferrovia della Valsugana, il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino: "Serve raddoppiare la linea"
di Alissa Claire Collavo

TRENTO. L'annuncio dell'acquisto di 13 nuove elettromotrici a batteria destinate  anche alla tratta ferroviaria della Valsugana è stato accolto con qualche perplessità dal Comitato Mobilità Sostenibile Trentino.

 

Una mossa pensata per ovviare all'impossibilità di intensificare le corse “per raggiunta saturazione della linea”, agendo in questo modo sulla capacità dei mezzi in termini di posti offerti, che però non basta a risolvere le difficoltà quotidiane di pendolari e turisti

 

La linea della Valsugana è a semplice binario, con una potenzialità massima di 72 treni al giorno, nell’ipotesi di un cadenzamento ogni mezz’ora per 18 ore. Tra i disagi del percorso, gli incroci che allungano i tempi di percorrenza, già dilatati per la bassa velocità del tracciato, e fanno gravare sulla circolazione in senso contrario i disservizi e rallentamenti dell’altro senso.   
 
Un altro aspetto che complica la scorrevolezza dei treni lungo la linea è l'elevata pendenza in alcune tratte che, di conseguenza, le rende del tutto inadatta al traffico merci.

 

Per questo motivo, il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino – prendendo spunto dal  progetto messo a punto dall'ingegner Alberto Baccega, scomparso un anno fa –  ha proposto come alternativa al completamento autostradale della Valdastico nord A31, il vero potenziamento della linea ferroviaria della Valsugana. Ciò consiste nel “raddoppio della linea, rettifica e completa elettrificazione che permetterebbe – viene spiegato - di svolgere servizio merci tra gli interporti veneti e porti sull'Adriatico e il Corridoio Scandinavo Mediterraneo, potenziare il trasporto locale per i pendolari e dare impulso a treni turistici a lunga percorrenza tra Nord Europa e Venezia”.

 

Dalle dichiarazioni di funzionari provinciali, continua il Comitato, emergerebbe inoltre che gli anomali consumi delle ruote dei treni, che tanti disservizi hanno provocato, siano dovuti all'interazione delle ruote del Minuetto con un tracciato planoaltimetrico della linea ferroviaria particolarmente impegnativo.
 
I nuovi treni a batteria, sostiene il Cmst, “avrebbero caratteristiche diverse e ben vengano, dato anche che, non potendo intensificare le corse per raggiunta saturazione della linea, non resta che agire sulla capacità degli stessi in termini di posti offerti” ma non costituirebbero una soluzione definitiva a tutti i disagi della linea. 

 

La principale proposta è quella di una linea a doppio binario, dalla potenzialità di 220/250 treni al giorno dove gli incroci e le precedenze possono essere fatti in linea. “Altra caratteristica – spiega il Comitato  – è la capacità della linea espressa in termini di posti offerti al giorno, in stretta relazione al numero di treni al giorno. Se le automotrici o gli elettrotreni sono dotati di un numero maggiore di posti, aumenta la capacità di trasporto ma non la potenzialità e non si riducono del tutto i disagi”. 

 

Su un semplice binario già saturo non risulta per esempio possibile inserire circolazioni veloci, servizi diretti o con poche fermate intermedie, costringendo tutti gli utenti a proseguire a rilento. Non resta dunque che “rendere più attrattiva la modalità ferroviaria, al fine di convertire significative quote di pendolarismo a tale modalità”.

 

Un tema che va affrontato con estrema concretezza e determinazione, “trovando le risorse economiche che finora sono state destinate alle strade ed autostrade e riorientarle verso progetti di potenziamento di infrastrutture ferroviarie esistenti e nuove, ossatura di un sistema di mobilità sostenibile”, conclude il Comitato.

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